giovedì 11 agosto 2011

Miracoli, magia, parapsicologia di fronte alla scienza

Miracoli, magia, parapsicologia di fronte alla scienza

Un mondo da esplorare

Giuseppe Del Re - docente di Chimica Fisica, Università degli Studi Federico II di Napoli

L'uomo ha davvero esplorato tutta la complessa realtà con cui si deve confrontare? Esiste "un'altra dimensione", un altro tipo di materia diversa da quella che è oggetto della scienza? Miracoli, magia e parapsicologia, pur nelle loro innegabili ingenuità, aprono prospettive affascinanti verso questi diversi aspetti della realtà che sfuggono ai normali sondaggi. Dietro la strenua difesa dell'inviolabilità delle leggi della scienza - che pure ammette di non conoscere tutto - potrebbe celarsi in realtà una preclusione ideologica contro ciò che apre a dimensioni diverse da quella prettamente materiale.
Piero della Francesca, Sant'Antonio resuscita un bambino
Sant'Antonio resuscita un bambino, dal Polittico di Sant'Antonio di Piero della Francesca (Galleria Nazionale dell'Umbria).
In molti articoli pubblicati su Airesis si è parlato di magia e paranormale. È importante affermare la libertà della ricerca, combattere preclusioni la cui radice è ideologica e non razionale, riconoscere che l'uomo è posto di fronte a un mondo da esplorare la cui complessità e le cui leggi sono ancora in gran parte sconosciute. È importante anche, però, evitare gli estremi di certi rivoluzionari, che, per migliorare la situazione distruggono indiscriminatamente ciò che vi è di cattivo e ciò che vi è di buono, aprendo la strada a un periodo di disordine e di ingiustizie che fa innumerevoli vittime. Per aiutare il lettore a fare il punto, qui ci proponiamo di riassumere i pro e i contro dell'intera questione, cominciando col dire che cosa si può intendere per miracoli, magia, fenomeni paranormali oggi, alla luce degli indiscutibili progressi della riflessione scientifica e filosofica.
 

Miracoli

Cominciamo con i miracoli, riguardo ai quali è utile sgombrare il terreno da una serie di equivoci che confondono le idee di chi crede e di chi non ci crede. Al di fuori della dimensione religiosa cristiana, per miracolo tutti intendiamo un evento con due caratteristiche: è eccezionale ed è inspiegabile secondo le ordinarie leggi di natura. Dire dunque in un certo caso che si ha a che fare con un miracolo implica una valutazione di ciò che è possibile secondo le leggi di natura e della probabilità che uno possegga il know-how necessario per servirsene.
La fantascienza illustra bene la cosa: mentre noi discutiamo sui famosi miracoli della "moltiplicazione dei pani", la fantascienza inventa la macchina duplicatrice di materia, che fa delle perfette "fotocopie" non solo di ciò che è scritto ma di un intero oggetto.
Così, un fatto eccezionale che sfida nientemeno che la legge della conservazione della massa e dell'energia diventa un fatto ordinario.

Il miracolo eucaristico di sant' Antonio

Il miracolo eucaristico di sant' Antonio (1227)
Sant' Antonio coinvolto in una disputa con eretici che negavano la Presenza Reale di Gesù nell' Eucaristia e che pretendevano di vederne una prova inconfutabile, promise un miracolo: la mula di uno di loro dopo tre giorni di digiuno alla biada avrebbe preferito inginocchiarsi davanti all' Ostia consacrata, riconoscendovi il Corpo di Cristo.
Per tre giorni, Antonio si ritirò nel suo convento a pregare e digiunare. Il giorno stabilito il miracolo si realizzò e il padrone della mula si convertì.

I pesci vennero ad ascoltarlo

I pesci vennero ad ascoltarlo
Non si può immaginare che l'azione apostolica di Sant'Antonio si svolgesse senza difficoltà, senza opposizioni, senza l'azione dei nemici della Chiesa. Vi erano certamente degli oppositori. Ed essi erano molto attivi. Tuttavia, peggio dei nemici, erano gli indifferenti.
In una certa occasione, nella zona di Rimini, nel Nord dell'Italia, i nemici della Fede Cattolica volevano impedire che il popolo andasse ad ascoltare le prediche del Santo. A questo scopo prepararono una trappola: mandarono dei complici alla città successiva in cui Antonio si doveva recare. Prima dell'arrivo del Santo essi sparsero veleno tra il popolo: "---Antonio è un frate bugiardo e falso", dicevano loro.
Antonio arrivò in città e cominciò la sua missione. Stranamente, durante la sua predica, la gente si manteneva indifferente e gli eretici non lo volevano ascoltare e gli davano le spalle.
Il Santo non ebbe un'altra alternativa che abbandonare i suoi ascoltatori. Anche così, non si arrese; andò ai margini dell'acqua, dove il fiume conflueva con il mare e chiamò i pesci ad ascoltarlo.
Il risultato fu sorprendente: migliaia di pesci di vario tipo e misura si avvicinarono con la testa fuor d'acqua in atteggiamento di ascolto. E il Santo parlò loro. Approfittò dell'occasione per complimentarsi con i pesci per la loro partecipazione alla storia della salvezza...
Più che un atteggiamento sconcertante, lì avveniva uno stupendo miracolo! Gli abitanti che testimoniarono il fatto raccontarono l'avvenimento al resto della popolazione. La notizia corse per tutta la città, e con essa una brezza di entusiasmo percorse la zona scuotendo gli indifferenti, coprendo di vergogna i detrattori di Antonio. Molti di loro si convertirono. Fu una lezione...

Noto come miracoloso, la sua stessa vita fu un miracolo continuo.

Ed è per questo motivo che, ancora oggi, possiamo sentire negli idiomi più vari, i suoi devoti che, in tutto il mondo, lo lodano cantando così:
"Se miracoli desiderate, ricorrete a Sant'Antonio:
vedrete fuggire il demonio e le tentazioni infernali.
Si ritrovan le cose perdute, si rompe la dura prigione,
e nel colmo dell'uragano si placa il mare infuriato.
Per la sua intercessione fugge la peste, l'errore, la morte,
il debole diventa forte l'ammalato diventa sano.
Tutti i mali umani si moderano e si ritirano,
Lo dicano coloro che l'hanno visto e soprattutto i padovani".
(JSG)
Fonte:
Bento XVI- Audiência Geral - 10 de fevereiro de 2010
www.angelfire.com/ar2/jcarthur/stoantonio.htm
www.rosamarc.com.br/santonio/vida.htm

A Cefalù l' Arancio miracoloso di S. Antonio

L'Arancio miracoloso di S. Antonio
Una tradizione pietrificata? Una leggenda? Una semplice storia o una verità sepolta?
Il Canonico Giuseppe Maggio Ruina (Cefalù 1848 – 1912) ci viene incontro con un grazioso libretto poetico del 1894, scritto in terzine, in occasione del settimo centenario della nascita di
S. Antonio da Padova :
...Come n' è dolce ognor la rimembranza!
Come soave il dir: Quì Antonio venne!
Questa sua Chiesa fu, questa sua stanza!...

Le note al poemetto sono ricche e dettagliate:
"Non senza il divino soffio del Nume, la nave che conduceva per le acque da Padova ai saraceni, il divino Antonio, animato dall'ardore del martirio, approdò in sicilia; infatti la sicilia regina dell'isola del mediterraneo, non dovette privarsi della dottrina, della tutela e degli aiuti di tanto uomo: ciò che la sua lunga sosta per tutta la sicilia provò, fu infatti nella città di Messina, di Palermo, di Milazzo,di Patti, di Taormina, di Leontini e infine dimorò a lungo in Cefalù come accerta la fondazione di questo convento che per una certa antica tradizione trasse origine dal divino Antonio, luogo in cui verso tanto eroe e benefattore vige ancora oggi la devozione dei cittadini: difatti tutti i venerdì anche a piedi nudi accorrono al tempietto dedicato al divo Antonio, nel quale si vede intatta l'immagine dello stesso dipinta sul muro, quasi tutti i cittadini per chiedere la grazia del sommo Dio. Si osserva in questa chiesa il calice usato dal divo Antonio, vi è anche un albero di meli dorati piantato dallo stesso la cui foglia straordinaria è applicata sulle ferite così che sembra che con quella foglia miracolosa si ottiene la salute delle persone e sono altre le cose memorabili dello stesso divo."
(Passafiume: De Origine Ecclesiae Cephaleditanae ecc. Venetiis 1645)( traduzione Angelo Sciortino)